Capitolo 9
Loro sgridano il mio augurio, loro sbarrano la mia porta,
'Tis duro--io piango--Lei vede io faccio. -
Lo debba, i miei amici più stia?
Così rapidamente tutta la mia fine di piaceri;
Ma io ricorderò quando io prego,
Il mio medico gentile ed il suo amico;
E quelle ore tristi, Lei si degna di spendere
Con me, io li contraccambierò tutti;
Signore Eustace per i suoi amici spediranno,
E ringrazia il loro amore a Sala di Greyling.
VISITATORE.
Il Signore povero Eustace!--Ancora la sua speranza
Lo conduce a pensare di nuovo alle gioie;
E quando il suo abbattimento di visioni terreno,
Le sue prospettive di genere paradisiaco rimangono:
Ma donde quello mite ed umiliò sforzo,
Quel spirito ferì, perduto, si dimetta?
Non così orgoglioso un disdegno di anima
La pazzia della mente più povera?
MEDICO.
No! per il più lui gonfia con orgoglio,
Il più lui sentì il colpo di sfortuna;
Il disonore ed il dolore che lui non poteva nascondere,
E povertà l'aveva posato basso:
Così la vergogna ed il dolore che lavorano lento,
A lungo questo spirito umile diede;
La pazzia su questi cominciò a crescere,
E lo limitò ai suoi demoni un schiavo.
Sebbene i pensieri selvatici avevano tocco il suo cervello,
Poi era lui libero: --Così, avanti lui corse;
Calmare o minaccia, simile era vano:
Lui spake di demoni; sembri selvatico e pallido;
Anno dopo anno, l'uomo affrettato
Rispetti quelli demoni da luogo per mettere;
Coltivi i suoi cambi religiosi cominciarono
Formare un bambino frenetico della grazia.
Per, come la furia perse la sua forza,
Il reposed della mente; da gradi lenti
Venuto alla speranza lunga, e portò a lungo,
Allo spirito tormentato, agio:
Questo schiavo di peccato che demoni potrebbero afferrare,
Feltro o credè il loro potere aveva fine: -
"'Fede" di Tis, lui pianse, il "mio petto libera,
Ed ora il mio Salvatore è il mio amico."
Ma ah! sebbene tempo può produrre assistenziale,
Ed ammorbidisce dolori che non può guarire;
Noi non soffriamo del dolore ed il dolore,
Avere il nostro suono di ragione e sicuro?
Poi ci permetta di tenere i nostri petti puro,