Capitolo 1. Poemi miscellanei

George Crabbe

George Crabbe

Poemi miscellanei

George Crabbe

Capitolo 1


Io saprò nessuno more;--il cuore ha lacerato
Da prospettive del dolore noi non possiamo guarire;
Da molto io vedo queste cose abbandonato,
Ed oft di nuovo i loro dolori sentiranno,
Come ognuno sulla mente ruberà;
Lo stile mistico di quel proiettore pallido,
Quel idiota corpulento che sbircia da,
Quell'ozioso irritabile incessante il wile,
Ed il sorriso di mezzo-forma di quella fanciulla povera,
Mentre lottando per il sospiro pieno-disegnato! -
Io saprò nessuno più.

            MEDICO.

Sì, giri di nuovo;
Poi vada a tutta velocita' a modo di thy di scene più felice,
Quando tu hast vedono, quello che ancora rimane,
Le rovine di Signore Eustace Grey,
Lo sport della pazzia, la preda di disagio:
Ma lui non vuole bisogno di storico,
Le sue cure, i suoi crimini vogliono lui la mostra,
E show (come una da frenesia liberata)
La mente perduta ed orgogliosa, l'atto eruzione cutanea*-fatto.

Quella cella a lui è Sala di Greyling:  -
Approccio;  lui offrirà thee accolgono cordialmente là;
Voglia per la sua chiamata di servitore qualche volta,
E qualche volta aguzza la sedia vacante:
Lui può, con aria gratis e facile,
Appaia attento e gentile;
Può velare i suoi dolori in fiera di manners,
E compatisce con rispetto ecciti.

            PAZIENTE.

Chi viene?--Si avvicini!--'tis fatto gentilmente:  -
Mio impari medico, ed un amico,
I loro piaceri finiscono, visitare uno
Chi non può al loro agio frequenti,
Né le gioie danno, né conforti prestano,
Come quando io vissi così blest, così bene,
E non sognò io devo contendere presto
Con quelli poteri maligni di inferno.

            MEDICO.

"Meno il calore, Signore Eustace, o noi andiamo."

            PAZIENTE.

Veda! Io sono calmo come amore infantile,
Un molto bambino, ma uno del dolore,
Chi Lei dovrebbe compatire, non riprovi:  -
Ma uomini ad agio che mai non si sforzò
Con passioni selvatico, mostrerà calmamente
Come presto noi possiamo i loro ills rimuovono,
E padroni della loro pazzia crescono.

Io penso dei venti anni, è andato, -
(Mosche di tempo io non so come, via,)
Il sole su nessuno più felice splese,
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