Capitolo 27
Vada! alle Sue scrivanie e casse ogni ritorno;
I Suoi sonetti cospargono, la Sua scottatura di acrostici;
Commerci, e sia ricco; o, debba i Suoi siri accurati
Trasmetta la Sua ricchezza, appaghi i fuochi più nobili;
Dovrebbe amare della fama il Suo cuore giovane tradisca,
Intraprenda la fama equa, ma in un modo glorioso,
Né nelle scene inattive di Voglia sta dipingendo devii.
Di tutto il buono quegli uomini mortali perseguono,
La Musa deve dare il meno, e dà a poco;
Come della fiera civettuola, lei ci conduce su,
Con sorrisi e le speranze, fino a gioventù e la pace è andato.
Poi, sposi per la vita, il senza riposo che alterca paio
Dimentichi come continuo, ed uno come equo:
Nel frattempo l'Ambizione, come una sposa fiorente,
Porta il potere e ricchezza per onorare il lato del suo innamorato;
E sebbene lei non sorride con fascini così adulatori,
Il prode la vincerà più presto alle loro braccio.
Poi sposi a lei, se cravatta di Virtù i nastri,
Vada espansione la fama del Suo paese in terre ostili;
La sua corte, il suo senato, o le sue braccio adornano,
E lasciò il suo lamento di nemici che Lei è nato:
O pesa le sue leggi, le loro diritto antiche difendono,
Sebbene osti oppongono, sia il loro e l'amico di Ragione;
Armi con poteri forti, nella loro dif