Capitolo 2
E vede la mezzo-giorno soleggiare, con raggio fervido,
Sulle loro teste nude e dramma di tempi di rugiada;
Mentre alcuni, con teste più deboli e cuori più deboli,
Deplori la loro fortuna, ancora sostenga le loro parti
Poi io sfido questi veri ills per nascondere
In trappings dell'orpello dell'orgoglio poetico?
No; getti da Fortuna su una costa corrucciata,
Quale né boschetti né la vanteria di valli felice;
Dove altre cure che quelli la Musa riferisce,
E l'altra pausa di pastori con gli altri coniugi;
Da tali esempi insegnati, io dipingo la Capanna,
Come Verità lo dipingerà, e come non vuole Barde:
Né Lei, ye Povero, di disprezzo di lettera si lagni,
A Lei la canzone più liscia è invano liscia;
O'ercome da lavori, ed inarchi in giù da durata,
La senta l'adulazione sterile di una rima?
Poeti La calmano, quando Lei languisce per pane,
Lasciando senza fiato mirti arrotondi il Suo capannone di rovina?
Inscatoli le loro storie leggere il Suo o'erpower di dolori pesante,
O allieta con allegria ariosa l'ora di toilsome?
Ecco! dove la brughiera, con boschetto che inaridisce o'er adulto,
Presta il tappeto erboso leggero che scalda il neighbouring povero;
Da per questo motivo una lunghezza di sabbia che brucia appare,
Dove le onde di raccolto sottili suo avvizzisca orecchi;
Erbacce di fila che ogni arte e cura sfida,
O'er del regno la terra, e ruba la segale danneggiata.
Là cardi si stirano lontano le braccio pungenti,
Ed all'infante logoro minacci guerra;
Là papaveri accennando col capo, beffi la speranza di lavoro faticoso,
Là il bugloss blu dipinge il suolo sterile;
Ardito ed alto, sopra del covone snello,
Il mallow limaccioso sventola la sua foglia di seta;
O'er la giovane battuta di caccia il charlock getta un'ombra,
Ed agganciando tara si aggrappi tondo la lama malaticcia.
Con tinte mescolate le coste rocciose abbondano,
Ed un splendore triste vanamente gli splendori circa.
Quindi guarda la ninfa che arti disgraziate adornano,
Tradisca da uomo, poi andato via per uomo a disprezzare;
Di chi parla ad in modo impertinente invano presume la rosa mimica,