Capitolo 9
E tu, il primo di thy corsa eccentrica,
Un diavoletto diretto, vada, percorra il luogo pericoloso,
Dove i fiori eterni di Fama tentano ogni barda,
Sebbene le dragone-intelligenze tengono guardia eterna là;
Non Speri incolume il bottino dorato per afferrare,
Le Muse producono, come il Hesperides;
Chi i doni il guardiano, tutti suo lavori,
Per ogni domestica è disposto per essere vinto.
Di fronte ai signori di verso una bancarella supplichevole,
Ed implora il nostro passaggio attraverso la terra delicata:
Implori più--cercare dolci ogni campo fiorente,
E mozza i boschi di fiori e prodotto di valli,
Afferrare le tinte che radiano sull'arco di Voglia;
E sente i fuochi su Genio' ali che ardono;
Lodi senza meschinità, senza curvatura di adulazione,
Calmi senza paura, e senza tremare, la speranza.
AD IL LETTORE.
Il Poema seguente che si è di una natura introduttiva, suo
autore suppone che può richiedere ma la piccola prefazione.
È pubblicato con una prospettiva di ottenere l'opinione del candido
e lettore giudizioso sui meriti dello scrittore come un poeta; molto
poco, lui apprende, mentre essendo in tali casi sufficientemente imparziale a
decida per loro.
È indirizzato agli Autori del Monthy Review, come a critichi
di merito ammesso; una conoscenza con cui lavora ha
si permesso lo scrittore di questa Epistola una ragione per dirigerlo a
loro in particolare, e, lui presume, produrrà ad altri un giusto
e dichiarazione sufficiente per la preferenza.
Familiare con delusione, lui non sarà sorpreso molto per trovare,
lui si è sbagliato il suo talento.
Comunque, se non egregiamente il babbeo della sua vanità, lui promette
i suoi lettori del divertimento, e è assicurato che comunque poco
nel Poema che consegue è degno di applauso, c'è ancora meno quello
disprezzo di meriti.
A GLI AUTORI DI LA REVISIONE MENSILE.
Il pilota pio che i dei offrono,
Attraverso i mari grezzi il fracassi abbaio per guidare,
Fiducie non da solo la sua conoscenza del profondo,
Le sue pietre che minacciano, e le sue sabbie che dormono;