Capitolo 40
lontano era lui da quell'insolenza, che lui disegna Eumaeus sempre che
tenuto i porci con rispetto meraviglioso, [testo greco che non può essere
riprodotto], la porco-armento divina; lui avrebbe potuto fare nessuno più per
Menelaus o Agamemnon. E Theocritus (un poeta molto antico, ma lui
era una di nostra propria tribù, per lui non scrisse niente ma pastorale) diede
lo stesso epiteto ad un agricoltore [testo greco che non può essere
riprodotto]. L'agricoltore divino rispose a Hercules che era ma
[Testo greco] lui. Questi erano greci civili, e che capì
la dignità del nostro gridare. Fra i romani, noi abbiamo nel primo
metta il nostro Virgil veramente divino che, sebbene dal favour di Mecenate
ed Augustus è probabile che lui sarebbe stato uno degli uomini principali di Roma, ancora
scelto piuttosto di assumere molto del suo momento di entrata l'esercizio, e molto di
la sua intelligenza immortale nell'encomio ed istruzioni di una vita rustica;
chi, sebbene lui aveva scritto prima libri interi di Pastorale e
Georgics, non poteva astenersi nel suo grande ed imperiale poema da
Evander che descrive, uno dei suoi migliori principi, come vivendo solo dopo
la semplice maniera di un contadino all'ordine del giorno. Lui lo fa sedere in un
trono di acero, e lo posa ma sulla pelle di un orso, il kine e
buoi sono lowing nel suo cortile, gli uccelli sotto l'il grondaia di sua
finestra lo chiama su di mattina; e quando lui va all'estero solamente due
cani vanno lungo, con lui per la sua guardia. Finalmente, quando lui porta
AEneas nel suo cottage reale, lui lo fa dire questo memorabile
complimenti, più grande che mai ancora fu parlato all'Escurial, il
Lucernaio, o il nostro Whitehall.
Haec, inquit, vincitore di limina
Subiit di Alcides, haec illum il cepit di Regia,
Aude, Hospes, contemnere opes, et te quoque dignum
Finge Deo, rebusque veni non asper egenis.
Questo tetto umile, questa corte rustica disse lui,
Alcides ricevuto incoronò con vittoria.
Non disprezzi, il grande ospite, i passi dove lui ha calcò,