F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 65
tenti di parlare. Lei era stata sicura che la parola del una sarebbe stata parlata
decisamente, ed il silenzio la spaventò e ritornò il dubbio
quale lei faceva dimenticare metà.
"Lei deve rispondere alla mia domanda. Io comando che Lei mi risponda. È lui?"
"Lei deve dirmi più prima che io posso rispondere."
Le parole entrarono in una voce di tubatura debole, stranamente fuori di custodia con
la cornice colossale e caratteristiche imponenti.
La faccia di Unorna si fu annuvolata, ed il barlume pronto di rabbia balenò in lei
occhi come mai faceva alla più piccola opposizione alla sua volontà.
"Non può vederlo?" lei chiese impazientemente.
"Io non posso vederlo a meno che Lei mi conduce a lui e mi dice dove è lui."
"Dove è?"
"Nella Sua mente."
"E cosa è?"
"Io sono l'immagine nei Suoi occhi."
"C'è un altro uomo nella mia mente", Unorna detto. "Io comando che Lei veda
lui."
"Io lo vedo. Lui è alto, pallido, nobile, mentre soffrendo. Lei l'ama."
"È colui che sarà la mia vita e la mia morte? È esso colui che mi amerà
come non sono amate le altre donne?"
La voce debole ancora era per un momento, e la faccia sembrò coperta con
un velo della perplessità.
"Io vedo coi Suoi occhi", detto il vecchio uomo finalmente.
"Ed io comando che Lei veda nel futuro con Suo proprio!" Unorna pianto,
concentrandola la volontà terribile come lei crebbe più impaziente.
C'era una lotta evidente nella mente del gigante, un sforzo di rispettare
quale andò a vuoto a rompere un ostacolo. Lei lo curvò su impazientemente e
la sua coscienza intera fu concentrata nelle parole lei lo desiderò a
parli.
Improvvisamente le caratteristiche rilassarono in un'espressione di resto e
soddisfazione. C'era qualche cosa non terreno nel sorriso improvviso che
scintillato sulla vecchia faccia cerea--era come strano ed innaturale come
sebbene l'effigie marmorea e fredda su un sepolcro aveva riso ad alta voce nel
l'oscurità di una chiesa vuota.
"Io vedo. Lui L'amerà", detto i toni tremuli.
"Poi esso è?"
"È lui."
Con un uggiolare soppresso di trionfo Unorna l'alzò capeggi e stette in piedi