Capitolo 41. La Strega di Prague

F. Marion (Francis Marion) Crawford

F. Marion (Francis Marion) Crawford

La Strega di Prague

F. Marion (Francis Marion) Crawford

Capitolo 41

fiori in primavera.

"È lui?" lei chiese ad alta voce in una voce che accerchia con la gioia ed il
paura di una passione che ha aspettato da molto e finalmente sta avvicinandosi il
fulfilment della soddisfazione.

Nessuna risposta venne a lei da fra il fogliame spesso né nel profumato
alito delle violette ed i gigli. La canzone mormorante del piccolo
fontana disturbò la calma da sola, ed il fruscio di lei proprio
indumenti come lei si mosse.

"È lui? È lui? È lui?" lei ripetè di nuovo e di nuovo, in
toni diversi, suonando in modo armonioso i cambi della speranza e teme, della certezza
e vacillamento, di tristezza e di contentezza, di passione ansiosa e di
dubbio che raffredda.

Lei ancora stette in piedi, mentre fissando la pavimentazione, le sue dita agganciarono insieme,
i palmi delle sue mani diventarono discendenti, le sue braccio rilassarono. Lei non faceva
veda le piazze rosse e scure di marmo, mentre avvicendando col bianco e
il grigio, ma come lei guardò una faccia ed una rosa di forma di fronte a lei, in
la contemplazione della quale concentrarono tutti i suoi sensi e facoltà
loro. Il pallido e testa nobile crebbero molto distinte in lei interno
avvisti, gli occhi grigi e scuri guardarono fisso su lei, le caratteristiche appassionate malinconicamente
fu riparato nell'espressione di un grande dolore.

"È davvero lui?" lei chiese, mentre parlando leggermente e dubbiosamente, ed ancora
proiettandola inconsapevolmente la volontà forte sulla visione, come se a
lo costringa a dare la risposta che lei desiderò ardentemente.

E la risposta venne, impose dallo sforzo della sua immaginazione sul
cosa immaginò. La faccia divenne improvvisamente luminosa, come con una radianza
all'interno di lui;  le ombre del dolore squagliarono via, e nel loro luogo
tremato la luce sorgente di un amore albeggiante. I labbra si mossero ed il
raggio di voce, non come le aveva parlato ultimamente, ma in toni da molto
familiare a lei in sogni da giorno e notte.

"Io sono lui, io sono quel amore che Lei ha aspettato;  Lei è quello caro
chi io ho cercato da molto in tutto il mondo. L'ora della nostra gioia ha
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