F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 4
i colpi di vento dell'ovest, ora sia messo, come se per mai, in un morte-come
fissità. Le caratteristiche delicate furono disegnate e furono pizzicate, le narici
contratto, i labbra di colourless drizzarono fuori delle linee della bellezza
nel terriccio di una maschera esanime. Era la faccia di una donna morta, ma
ancora era la sua faccia, ed il Vagabondo lo seppe bene; nel regno
della sua anima la repubblica irresistibile ed intera delle emozioni si rivoltò
insieme detronizzare il reggente di morte--il dolore, mentre il tre volte-temprato
primavere di passione, curvò ma non rotto, mescolò improvvisamente nel palazzo
del suo corpo e scosse le fondazioni forti del suo essere.
Durante i secondi che hanno seguito, i suoi occhi erano riveted sull'adorato
testa. Poi, come finì il Credo, la visione affondò in giù e fu persa al suo
vista. Lei ora fu fatta sedere, ed il mare largo di umanità la nascose da
lui, sebbene lui si elevò la piena altezza della sua statura nel
sforzo di distinguere anche la minima parte della sua acconciatura. Muoversi
dal suo luogo tutti erano ma impossibile, sebbene la brama fiera per essere
vicino lei l'offrì calpesti anche sulle spalle della folla per arrivare
suo, come hanno fatto uomini più che una volta salvarsi da morte da
spari in luoghi affollati. Ancora i cantare dell'inno continuarono, e
continui, come lui seppe, fino a che il momento dell'Elevazione. Lui
violato il suo udito per prendere i suoni che sono venuti dal trimestre
dove lei sedette. In un coro di milli cantanti lui immaginò che lui
avrebbe potuto distinguere la nave appoggio, vibrazione cuore-eccitante di lei
toni. Mai donna non cantò, mai non poteva donna canta di nuovo, come lei aveva una volta
cantato, sebbene la sua voce era stata come molle come era stato dolce, ed accordato
vibrare nel cuore piuttosto che nell'orecchio. Come la rosa di sforzi
e precipitò, il Vagabondo si inarcò la testa e chiuso i suoi occhi, ascoltando,
attraverso il labirinto di suoni, per l'anello argenteo della sua nota magica.
Qualche cosa che lui finalmente ha sentito, qualche cosa al quale ha spedito un brivido dal suo orecchio