F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 21
aveva per suo proprio tale attrazione che inquieta, tutti che lui ha visto e sentì
e sentì fu rimosso finora dai luoghi comuni della vita quotidiana come a
lo faccia tatto che lui lui stava divenendo una parte di alcuna altra persona
esistenza che lui gradualmente era dedotto via dalla sua identità, e
stava perdendo il potere di pensare i suoi propri pensieri. Lui ragionò come
le ombre ragionano in dreamland, i confini della probabilità comune
recesso ad una distanza incommensurabile, e lui pressocché cessò sapere dove
la realtà finì e dove l'immaginazione prese sulla sequenza di eventi.
Chi era questa donna che si chiamò Unorna? Lui tentò di considerare il
interrogi, e portare la sua intelligenza per nascere su lui. Era lei un grande
signora di Prague, ricco, capriccioso che crea un'esistenza misteriosa per
lei, soltanto per lei il proprio buon piacere? La sua lingua, la sua voce,
la sua raffinatura evidente diede colour all'idea che era in se stesso
attraente ad un uomo che aveva cessato da molto aspettarsi novità in questo
mondo di lavorare-giorno. Lui gettò uno sguardo alla sua faccia, meditabondo e chiedendosi,
inalando il dolce, odori inebrianti dei fiori ed ascoltando a
il tintinnio della fontana ignota. I suoi occhi stavano guardando fisso nel suo, e
di nuovo, come se da magia, la tenda del palcoscenico della vita fosse disegnata insieme,
in pieghe nebbiose, chiudendo fuori il passato, il presente, ed il futuro, il
fatto, il dubbio, e la speranza, in un intervallo della pace perfetta.
Lui fu scovato dal suono di un rumore di piedi leggero sulla pavimentazione marmorea.
Gli occhi di Unorna furono girati dal suo, e con qualche cosa come un movimento
di sorpresa lui lui guardò verso il comer nuovo. Una giovane ragazza era
essendo di fronte sotto l'ombra di un grande letonia ad una distanza corta da
lui. Lei era molto impallidisca davvero, ma non con quello morte-come, cereo
pallore che l'aveva raffreddato quando lui aveva reputato quell'altra faccia.
C'era una somiglianza debole nel piccola, caratteristiche aquiline, il vestito