F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 89
"Qualcuno sentirà che", lui osservò e chiarì la sua gola per un altro
sforzo.
Un numero di persone lo sentì, ed alla prima ripetizione del grido, due
o tre finestre furono aperte adiratamente. Una testa in un nightcap bianco guardò
fuori dalla prima storia.
"Cosa vuole a questa ora della notte?" chiesto al proprietario del
nightcap, già in un'ira.
"Io voglio Herr Fischelowitz che vive in questa casa" rispose al cosacco,
fermamente.
"Vive qui? È chiuso fuori?"
"Nessuno--noi vogliamo solamente--"
"Poi vada al diavolo!" ruggì il tedesco infuriato, mentre chiudendo la sua finestra
di nuovo con un vizioso sbatta. Un grugnito della soddisfazione dalle altre direzioni
fu seguito il chiudere di altre finestre, ed al momento tutti erano
silenzioso di nuovo.
"Io ho paura loro dormono alla schiena della casa", Vjera detto, crescendo
abbattuto finalmente.
"Anche", io ho paura così rispose a Johann Schmidt, orgogliosamente consapevole che il
divulghi lui aveva fatto avrebbe disturbato i sonni dei Sette Dormienti
di Ephesus.
CAPITOLO VII.
"Lei mi aveva permesso di meglio prenderLa casa", Schmidt detto, gentilmente dopo il
fallimento totale dell'ultimo sforzo.
Vjera sembrò essere istupidito dal senso di delusione. Lei ritornò
alla porta della casa del tabaccaio e mise fuori la sua mano come se a
accerchi di nuovo poi la campana, realising come inutile sarebbe il tentativo, lei
lasci che le sue braccio precipitino dai suoi lati e si inclinò contro il porta-posto, lei
testa avviluppata volse in avanti ed il suo atteggiamento intero che esprime la sua disperazione.
"Venga, venga, Vjera", detto il cosacco in un tono incoraggiante, "non è
così cattivo dopo tutto. Da questa durata il Conto è addormentato veloce e sta sognando di
la sua fortuna, Lei sa, così che sarebbe una crudeltà per svegliarlo. In
la mattina noi vogliamo tutti vada con Fischelowitz e l'abbia lasciato fuori, e lui
non sarà nessuno il peggio."
"Io ho paura lui sarà--moltissimo il peggio", Vjera detto. "È
A-domani di mercoledì, e se lui si sveglia--oh, io non sfido pensi di