F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 66
facchino, venendo in avanti.
"Chi è?"
"L'uomo da chi la bambola fu rubata. Jacob Goggelmann, Dienstmann
numeri 87, precedentemente privato nella quarta Artiglieria, ultimamente il messaggero in
la Bambola di Thueringer Manufactory."
"Quando era la bambola rubata?"
"Il vigilia" di ultimo anno Nuovo, rispose al facchino.
"E Lei non l'ha visto fino ad a-giorno?"
"No, Herr Hauptmann."
"Poi come sa che esso lo stesso è uno? Io suppongo che non è l'unico
bambola del suo genere a Monaco di Baviera."
"Io ne sono sicuro. Io ero un messaggero nel negozio, Herr Hauptmann, ed io
saputo tutto là, nel momento in cui sebbene io ero stato una delle giovani signore
chi servono i clienti. Inoltre, Lei troverà il mio nome scritto in matita
sotto il piedistallo."
"Quella è un'altra questione", detto l'ufficiale, prendendo il Gigerl e tenendo
esso a rovescio al gaslight. Il reversibile della cosa è naturale
posizione produsse dell'effetto misterioso sulla scatola musicale, ed il
motivo che era stato interrotto così sguaiatamente dal colpo bene-puntato di Akulina,
improvvisamente cominciò di nuovo dal punto al quale si era fermato, mentre continuando
per alcune sbarre e finendo poi con un suono metallico acuto ed un piccolo
clic. I poliziotti ridacchiarono udibilmente, ed anche il capitano sorrise debolmente
nella sua grande barba gialla. Poi lui lavora a maglia i suoi sopracciglia come lui decifrò qualche cosa
quale fu scritto sul pinewood sotto la base.
"Lei così subito" avrebbe dovuto dire, lui osservò. "Il Suo nome è là, come
Lei asserisce."
"Fu scritto mostrare che io ero prenderlo. Io l'avevo in un cesto con
altre cose. Io lo misi in giù un momento nel recinto del Hofbraeuhaus, e
quando io ritornai il cesto fu andato."
"E cosa conosce lo?" La domanda fu indirizzata al Conto.
"Vedendo che il facchino evidentemente è corretto", detto il Conto, mentre coprendo con
il suo cappello il punto dal quale era stato lacerato il bottone, e tenendo il
altra mano piuttosto nervosamente alla sua gola, come se tentando di tenere