Capitolo 64. Il Romanzo di un Sigaretta-creatore

F. Marion (Francis Marion) Crawford

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Il Romanzo di un Sigaretta-creatore

F. Marion (Francis Marion) Crawford

Capitolo 64


Il Conto rispose alla domanda per lui.

"Lei, Oste Master che ci sa e ha il nostro costume regolare da anni,
ma che non ha sfidato dire una parola nella nostra difesa in tutto questo
affare disonorevole, Lei che dico io, meriti di perdere tutti che Lei ha perso.
Ciononostante, io posso assicurarLa che io voglio io pago per quello che è stato
rotto."

L'oste non fu consolato molto da questa promessa magnanima che era
ricevuto con deride dalla folla. Non c'era comunque, nessuna durata per discutere
la domanda. Dumnoff aveva sottoposto quietamente i suoi due pugni enormi al
manette ed un secondo paio furono prodotti, andare bene il Conto. A questo
trattamento indegno lui si stese orgogliosamente.

"Sono resistito all'autorità, o tentò di fuggire?" lui chiese
con occhi lampeggianti.

Il poliziotto non aveva niente per dire a questo molto solo domanda.

"Poi io La consiglio di considerare quello che Lei sta facendo. Nonostante mio
aspetto che, io ammetto, è attualmente piuttosto disordinato, io sono un
Nobile russo, come Lei scoprirà così presto come io sono sottoposto un
esame propriamente condotto nella presenza dei Suoi ufficiali. Io ho
non la minima intenzione di fuggire, e se questa bambola fosse rubata, io
non fu connesso in alcun modo col furto. Da quando io rispetto il
autorità, io insisto al sono rispettato da loro, e se io sono trattato in
una maniera degradante nonostante le mie proteste, ci sono quegli a Monaco di Baviera che
porterà il caso ad avviso corretto nel mio proprio paese. Io sono pronto a
L'accompagni quietamente dovunque Lei sceglie di mostrarmi il modo."

Qualche cosa nella sua maniera entusiasmò gli ufficiali con la possibile verità di
le sue parole. Loro guardarono all'un l'altro ed accennarono col capo.

"Molto bene", disse quello che stava conducendo l'arresto.

"Inoltre", detto il Conto, "io chiedo insistentemente permesso per portarsi l'oggetto
della contesa, finché l'altro rivendicatore ha stabilito il suo diritto di
possesso."

Dicendo quindi il Conto prese i Gigerl rotti dalla tavola dove posò,
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