F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 25
"Lei è crudele, senza volere dire essere anche scortese", detto il Conto in un
voce instabile. Questa durata era Vjera che prese la sua mano nel suo e
lo pigiato.
"Dio impedisce che io dovrei avere un pensiero scortese per Lei", lei disse, molto
dolcemente.
Il Conto si rivolto di nuovo e là a lei era un'umidità nei suoi occhi di
quale lui era inconscio.
"Poi creda che io veramente l'amo, Vjera" lui rispose. "Creda quello
tutti che c'è darLa, io do, e che mio tutti non sono un piccolo. IO
l'ami, bambino in un modo--ah, bene Lei ha i Suoi sogni fanciulleschi di amore,
e è corretto che Lei dovrebbe avere loro e sarebbero molto sbagliati a
li distrugga. Ma loro non saranno distrutti da me, e certamente non da alcuno
altro uomo, mentre io vivo. Io crescerò di nuovo giovane, io crescerò giovane per
Lei, per, in anni io non sono almeno, vecchio. Io sarò un ragazzo per Lei, Vjera,
ed io amerò come ragazzi ami, ma con la forza di un uomo che ha saputo
dolore ed overlived esso. Lei non sentirà quello nel prendermi Lei è
prendendo un padre, un protettore un uomo a chi la Sua gioventù sembra l'infanzia,
ed il Suo aspetto giovanile la follia infantile. No, nessuno--io sarò più che che a
Lei, io sarò tutto a Lei che Lei è a me, e più, e più, ognuno
giorno, fino ad amore ci ha fatti di un'età, di una mente, di un cuore. La faccia
non crede che tutti questi saranno? Parli, caro. Quello dietro al quale è là ancora
nei Suoi pensieri?"
"Io non posso dire. Io desidero io seppi." La risposta di Vjera era appena udibile e
lei girò la sua faccia da lui.
"E c'è ancora, qualche cosa, Lei sta tenendo qualche cosa da me, quando io
non ha tenuto niente da Lei. Perché è? Perché non fa completamente Lei ha fiducia in me e
creda in me? Io posso farLa felice, ora. Ieri era diverso e
quindi era in tutto lo yesterdays di yesterdays. Io non avevo niente per offrirLa
ma io."
"Sia migliore così", Vjera detto in una voce bassa.
Il Conto era silenzioso. C'era qualche cosa nella sua maniera che lui non poteva
capisca, o piuttosto, come lui immaginò, c'era qualche cosa nel suo proprio cervello