F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 13
vada lontano via. Trenta-tre."
Il Conto disegnò un alito lungo del sollievo nell'anticipazione della sua liberazione
dalla prigionia e sodo lavora. Vjera li lasciò cadere il suo tubo di vetro e
piccoli pezzi di carta e guardò a lui malinconicamente, mentre lui stava parlando.
"Incidentalmente", osservò il cosacco, "a-giorno è martedì. Io avevo completamente
dimenticato. Quindi Lei ci lascia a-domani realmente."
"Sì. È tutto finalmente stabiliti, ed io ho avuto lettere. È
a-domani--e questo è il mio ultimo cento."
"A che durata?" Dumnoff chiesto, con una risata grezza. "È esso per essere nel
mattina o di pomeriggio?"
"Io non so", rispose al Conto, quietamente e con un'aria di
condanna. "Certamente sarà prima serale."
"Purché Lei trova le notizie in durata per chiedere a noi alla festa", derise il
altro, "noi possiamo tutti sia felice come Lei Lei."
"Trenta-quattro", disse il Conto che era rotolato l'ultima sigaretta molto
lentamente e pensierosamente.
Vjera gettò un'occhiata implorante su Dumnoff, come se non implorandolo a
continui il suo burlare. L'uomo grezzo di che sarebbe seduto per il tipo
il mujik russo, osservò lo sguardo ed era silenzioso.
"Chi è incredulo abbastanza per mettere in dubbio questa durata?" chiesto al cosacco,
seriamente. "Inoltre, dice il Conto che lui ha avuto lettere, così è
certo, finalmente."
"Amore-lettere, lui vuole dire", rise scioccamente la ragazza insignificante in che si allietò
il nome di Anna Schmigjelskova. Poi lei guardò a Vjera come se impaurito
del suo dispiacere.
Ma Vjera non prese nessun avviso del discorso sciocco e seduto inattivo per alcuni
minuti, guardando fisso al Conto con un'espressione in che amore, ammirazione
e la pietà sia molto mescolò stranamente. Pallido e malato come lei guardò, c'era un
raggi di luce ed un movimento della vita in faccia sua durante quelli pochi momenti.
Poi lei prese di nuovo il suo tubo di vetro ed i suoi pezzi di carta e la riprese
compito di fare gusci, con un piccolo sforzo del suo torace sottile che ha tradito