Capitolo 34. Marietta - Una Domestica di Venezia

F. Marion (Francis Marion) Crawford

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Marietta - Una Domestica di Venezia

F. Marion (Francis Marion) Crawford

Capitolo 34

geloso di bambini? È più alta, più diritta, handsomer che io sono?
La mostri a me, ed io riderò nella sua faccia! Lei canta a Lei, come io
canti, di notti di estate, le canzoni gli piace e quelli da che io ho imparato
il Kura nell'ombra di Kasbek? È i suoi capelli più brillante del mio, è lei
mano più molle, il suo accendino di passo è? Geloso? Non io! Voglia la Sua ricca moglie sia
il Suo schiavo? Voglia lei sveglia per Lei, canti per Lei, balli per Lei, sorga su
e giace in giù alla Sua offerta, lavori per Lei, viva per Lei, muoia per Lei,
come io voglio? Voglia lei l'amore Lei come io posso amare, La carezzi per dormire, o veglia funebre
Lei con baci alla Sua cara volontà?"

"Nessuno--l'ah no! Non c'è donna nel mondo ma Lei."

"Poi io non sono geloso del resto, minimo di tutti, di Sua giovane sposa. IO
scommetta con me contro tutto il suo oro per vita Sua, ed io
vittoria--io già ho vinto! È io per non persuaderLa che Lei deve
si sposi?"

"Io non l'ho vista anche. Suo padre mi spedì un'a-notte di comunicazione,
offrendomi va a chiesa domenica e sta in piedi accanto ad un certo pilastro."

"Vedere e sia visto", Arisa riso. "Non è un scambio equo! Lei
guarderà all'uomo di handsomest nel mondo--il silenzio! Quella è la verità.
E Lei vedrà un poco, impallidisca, ragazza rossa con occhi blu e sciocchi,
fissandolo, la sua bocca larga aperto e la sua tenda di mani goffa in giù.
Lei sembrerà le bambole di legno che loro vestono nell'ultimo Veneziano
foggi spedire ad ogni anno Parigi che i cortigiani francesi possono sapere
quello che portare! E suo padre l'affretterà lungo, per tema che Lei
debba sembrare troppo lungo a lei e debba rifiutare di sposarsi tale cosa, anche per
Il millions di Polo di Marco!"

Contarini rise spensieratamente alla descrizione.

"Mi dia del vino", lui disse. "Noi berremo la sua salute."

Arisa colorò di rosa con la grazia di una giovane dea, i suoi capelli che la cadono su
spalle nude in una confusione dorata e splendida. Contarini la guardò
con occhi possessivi, come lei andò e ritornò, mentre portandogli la bibita.
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