F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 40
compiuto, e lui stette in piedi sui passi dell'albergo, vestito nel più più
squisito di grigio, affusolando in giù al più brillante di stivali. Lui aveva
una rosa bianca nella sua asola, ed il suo grande cane nero stava mentendo al suo
piedi, avendo per un si chieda trovato suo padrone, per la bestia fu dato a
errando, o alla società plebea del servitore di Abbaiatore. L'americano
abito accurato contrappose piuttosto stranamente con la sua faccia giallastra, e con
la mano ossea che è rimasta contro la colonna. Lui era un giovane, ma lui
guardato alcuna età che mattina. Fra non molto il suo occhio brillò e lui cambiò
la sua posizione ansiosamente, per lui vide la figura alta di Claudius
sgambando sulla strada, una testa e prende sulle spalle sopra la folla ambulante;
e, meraviglioso riferire, i capelli furono andati, la barba lunga era
abbrancato attentamente ed aggiustò, ed il Dottore portò un cappello grigio e nuovo!
"Se lui annerirà i suoi stivali e metterà una rosa nel suo cappotto, lui la volontà. Cosa
un mare lungo avventato lui sarà quando lui è vestito", il pensiero il Sig. Barker, come
lui guardò al suo amico.
"Lei vede io ho seguito il Suo consiglio", Claudius detto, tenendo fuori il suo
mano.
"Sempre faccia che, e Lei assaggerà ancora la grandezza", detto l'altro
allegramente. "Lei sembra un principe di corona piaccia quello. Perfettamente immenso."
"Io suppongo che io sono piuttosto il grande", detto Claudius apologetically, non contagioso
l'idioma americano. Comunque, il Sig. Barker non si spiegò, per lui
stava pensando alle altre cose.
"Noi andremo molto presto. Scusi è probabile che la libertà, Professore, ma Lei abbiano
i Suoi stivali annerirono. C'è un piccolo cafone giù il backstairs che fa
esso."
"Chiaramente", Claudius risposto, e scomparve fra. Un piccolo uomo che
stava uscendo fece una pausa e girò guardare dopo lui, mentre mettendo sul suo
lente. Poi lui tolse il suo cappello al Sig. Barker.
"Perdoni, Monsieur", lui cominciò, "se io prendo la libertà di fare un