Capitolo 20
libri orridi", preferendoli a piacere, ricreazione pressocché a quotidiano
pane; come lui aveva vissuto sulla speranza che un giorno lui--nato solamente un coltivatore
figlio--farebbe qualche cosa, scriva qualche cosa. "Io sono anche di Arcadia." Lui
l'avrebbe fatto o non--il genio può o non è potuto essere là; ma
l'ambizione certamente era. L'avrebbe potuto gettare del tutto a parte? E Perché?
Non per amore mero di soldi; lei lo seppe troppo bene per quello. Lui era un
libro-verme completa, semplice in tutti i suoi gusti e le abitudini--semplice pressocché a
penuriousness; ma era un penuriousness nato delle fortune dure, e lui
mai non gli permise di colpirli alcun corpo ma. C'era ancora, nessuno
dubiti lui non gradirebbe soldi, o lusso, o posizione mondana--alcuno di
le cose che minore uomini contano grandi abbastanza per lavorare e lottare e
muoia per. Rinunciare alle ricerche lui amò, intenzionalmente scegliere
altri, cambiare così la sua vita intera e si bandisce, come esso
era, per anni--forse per sempre--perché lo faceva, o per che?
Era per una donna? Era per lei? Se mai, in quelli giorni vuoti e lunghi
e notti insonni, questo ultimo pensiero digitò la mente di Fortuna, lei soffocò
esso come qualche cosa che, una volta avere creduto mise in dubbio pienamente e poi
l'avrebbe uccisa.
Che lei avrebbe dovuto fare il piaccia per lui--che o alcuna cosa altro
comportando alcun ammontare di eroismo o l'abnegazione--bene, era naturale,
destra; ma che lui dovrebbe farlo per lei? Che lui dovrebbe cambiare suo intero
scopo della vita che è probabile che lui sia capace sposarsi rapidamente, proteggere nel suo
petto che una ragazza povera che non era capace lottare contro il mondo come un uomo poteva,
la cosa--non così molto impossibile, dopo tutti--pressocché sembrò a lei
incredibile! Ed ancora (io sto raccontando una storia di amore mera, ricordi--un
storia di amore sciocca, innocente, senza scusarsi per la follia o
l'innocenza) qualche volta lei fu andata via finora a lei", come lo scozzese
dica, che lei lo credè: nell'ancora crepuscoli, nell'insonne