Capitolo 83
né timido né ignorante; lei seppe precisamente cosa per fare, e lei
creduto, se fosse la volontà di Dio per salvare la vita di Arturo, Lui la darebbe
forza per farlo.
"La vita del mio ragazzo--solamente sua vita!" lei pregò, più sinceramente che lei aveva
mai pregò prima in vita sua, e poi preparò per il lungo solitario
vigilia della quale era impossibile per prevedere la fine. In suo terribile
ansia lei dimenticò ogni cosa eccetto il presente; di giorno in giorno ed ora
da ora, come loro scivolarono pesantemente lungo. Lei cessò pensare a lei a
tutti, appena anche di suo marito; la sua mente fu assorbita completamente da
il suo ragazzo ammalato e povero.
Il suo, sebbene fin qui lei non l'aveva amato mai; per lui non era amabile
a tutti, quel Arturo grezzo, egoista, caparbio, la piaga delle sue zie,
ed il terrore della stanza dei bambini. Ma ora, quando lui posò sul suo ammalato-letto,
attardando su da giorno a giorno, in dipendenza totale sulla sua cura con un
futuro pesante di fronte a lui, bambino povero!--per lui sembrò seriamente ferito--
là entrò nel cuore debole, femminile di sua passo-madre una donna
tenerezza appassionata su tutte le cose indifese. Lei non solo faceva a lui
il suo dovere, ma qualche cosa più. Lei imparò ad amarlo.
Aveva alcuno che uno le ha detto un tempo fa che lei dovrebbe stare in piedi per ore
guardando ogni cambio in quella faccia pallida cui comune, uncomely
caratteristiche furono spiritualizzate con malattia, coltivi lei tremò su spesso
la loro dolcezza non terrena; che venti volte di notte lei comincerebbe
su dal suo sofà-letto incomodo, ascoltando per il suono di slightest;
che la vista di Arturo che mangia la sua cena (spesso preparò da lei proprio
mani, per i servitori della Casetta era stranamente negligente), o di
Arturo che tenta di giocare un gioco di tiri, e sorridendolo su debolmente,
dovrebbe provocarla un'estasi perfetta di delizia, Cristiano avrebbe
risposto "Impossibile!" Ma cielo converte il nostro impossibles qualche volta