Capitolo 57
e timido; ed ora tutti i suoi piani piacevoli furono accantonati.
E là i bambini stettero in piedi, mezzo spaventato, mezzo divertito, guardando il
conflitto di autorità tra i loro sambuchi. Una cosa era chiara. Là
non deve essere portandoli nella disputa. Sega cristiana che, e con
un sforzo forte di autocontrollo che lei ha detto al Signorina Gascoigne,
"Io penso, prima che noi discutiamo questa questione, i bambini farebbero meglio ad andare via il
stanza. Vada, Atty e Titia; le Sue zie ed io spediremo parola al
stanza dei bambini fra breve."
I bambini andarono obbedientemente, sebbene Cristiano sentì Arturo bisbigliare a
sua sorella qualche cosa circa "tale prenda con le buone fila?" Ma ci non era nessuno.
Il Signorina Gascoigne scoppiano avanti in un torrente perfetto di parole non diretto
alla Sig.ra Grey, ma a lei, comportando tali insinuazioni, tali accuse,
quel Cristiano che non era usato mai a qualche genere di cose stette in piedi
letteralmente sbalordì.
Lei non rispose ad una parola; lei non poteva avere fiducia in lei per parlare. Lei aveva
voluto dire così gentilmente: era così innocente di alcun salvataggio di sentimento un augurio essere buono
e materno a questi bambini orfani. Inoltre, lei aveva tale
chiedendo insistentemente intenso per la loro affezione, ed anche la loro compagnia, per
c'erano tempi quando la sua vita sentì appassendosi su dentro di lei--raffreddò a
morte dall'oscurità della casa ottusa, col suo tondo quotidiano di solenne
formalità. Se lei avesse parlato, lei avrebbe scoppio in ferite lacere. A
si salvi da questo, lei colorò di rosa e lasciò il salotto.
È probabile che sarebbe stato debole, indegno una donna di spirito; ma Cristiano
era, in un senso--non il Signorina Gascoigne--ancora un molto bambino. E di più
fanciullesco nella loro amarezza appassionata, il loro senso acuto dell'ingiustizia,
era le ferite lacere lei capannone nella sua propria stanza, da solo. Per lei non andò
Il Dott. Grey: perché debba lei? Le sue lagnanze potevano lo suonato solamente: e