Capitolo 28. Una Vita Nobile

Dinah Maria Mulock Craik

Dinah Maria Mulock Craik

Una Vita Nobile

Dinah Maria Mulock Craik

Capitolo 28

occhi mortali.

"Non, i miei amici", disse lui, dopo avere parlato per molto tempo su questa testa
--parlando piuttosto che sermoneggiando, quale come molti coltivati ma
non menti molto originali, lui era troppo prono per fare--"non che io posso
incoraggi o scusi che producendo debole a calamità che sembra
sottomissione, ma è, infatti, solamente codardia;  sottoponendo a tutte le cose come
ad un genere della fatalità, senza lottare contro loro o tentando a
distingua quanta di loro è la volontà di Dio, e quanto nostro proprio
volontà debole;  atterrito dalla prima ombra di sfortuna, specialmente
sfortune nei nostri affari mondani, dove così molto spesso accade per
quale noi c'abbiamo solamente per biasimare.  Sottomissione per equipaggiare è una cosa,
sottomissione a Dio un altro.  Il secondo è divino, il primo spesso è
soltanto spregevole.  Ma anche all'Eccelso Padre noi dovremmo produrre
non un nascondiglio, dimissione schiacciata, ma un'obbedienza aprire-dagli occhi, come quello
noi possiamo fain vincono dai nostri propri bambini, mentre desiderando fare di loro
bambini, non gli schiavi.

"I miei bambini--per io parlo al molto giovane di Lei qui, e fa
tenti di capirmi se Lei può, o tanto quanto Lei--è corretto
--è la volontà di Dio--che Lei dovrebbe resistere a, al molto ultimo, alcuno
prova che non è inevitabile.  C'è in questo mondo innumerevole
dolori che, finora appare, noi davvero ci procuriamo e
altre da nostra propria follia, cattiveria, o la debolezza--quale è come spesso
fatale come cattiveria;  e poi noi biasimiamo provvidenza per lui, ed affonda in
disperazione totale.  Ma quando, come qualche volta accade, la Sua mano pesante è posata
su noi in una sfortuna visibile, inevitabile che noi non possiamo lottare
contro, e da che nessun aiuto umano può salvarci, poi noi dovremmo imparare
La sua lezione più dura--sottoporre.  Sottoporre--ancora ancora, mentre dicendo
'Thy sarà fatto', sforzarsi, finora come noi possiamo, farlo.  Se Lui ha
preso da noi tutti ma l'un talento, anche che, i miei bambini, non ci faccia
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