Capitolo 22
Campbell non era stato il meglio di mariti a lei, ma lui era lei
marito; e lei non era ritornata mai in Cairnforth ora coltivi, per suo figlio
aveva vissuto, era morto, ed aveva seppellito via in Edinburg.
Finalmente il Sig. Menteith suggerì che la campana di chiesa stava cominciando ad accerchiare.
"Molto bene; mi metta nella carrozza."
Malcolm lo mise, indifeso come un infante, in un angolo del
allenatore serico-imbottito, attrezzato con cuscini specialmente andati bene per il suo
conforto. Là lui sedette, nel suo cappotto di velluto nero e colletto di punto-merletto,
con calze di seta e scarpe di bocconcino prelibato sui piccoli piedi poveri che
mai non aveva camminato, e mai non camminerebbe, in questo mondo. Il pezzo del uno di
lui quello potrebbe essere guardato a senza il dolore era la sua faccia, ereditata da
sua bella madre. Era pallido, impallidisca, e molto più vecchio dei suoi anni,
ma era una faccia dolce--una bella faccia; così paziente, pensieroso--
no, strano dire, contenuto. Lei non poteva guardare a lui senza un
certo senso della pace, come se Dio, nel portare via così molto aveva dato
qualche cosa--quali persone non molto hanno--qualche cosa che era il
risposta divina alla preghiera del ministro sul bambino due-giorno-vecchio--
"Thy sarà fatto."
"È comodo, il mio signore?"
"Completamente, grazie, il Sig. Menteith. Si fermi--dove è Lei andando,
Malcolm?"
"Solo alla chiesa, ed io sarò là appena la Sua signoria."
"Molto bene", disse il piccolo earl, e guardò con occhi ansiosi il
Montanaro alto che sgamba attraverso sottobosco ed erica, dighe di leaping e
recinti che chiariscono--la molta incarnazione di gioventù vigorosa ed attiva.
Ansioso dissi io gli occhi erano, ed ancora loro non erano tristi. Qualunque cosa
pensieri posarono nascosto nella mente di quel ragazzo--lui aveva solamente dieci anni,
ricordi--loro non erano certamente pensieri della malinconia o la disperazione.
"Dio tempra il vento all'agnello spogliato", e "la schiena è andata bene il
opprima", è frasi così terreno di proprietà comune che noi pressocché sorridiamo ripeterli o