Capitolo 9
ALICIA.
Un recinto.
CRASSUS.
Mi beffa sempre?
ALICIA.
La pietà della mia gioventù!
Io non devio da, Lei inciampa a, la verità.
CRASSUS.
Non mi piacciono burle. Questo è un viaggio serio.
ALICIA.
Perché fabbricò il Suo avvocato un beffatore?
Il modo a Roma conduce attraverso l'Apennines.
Bacco ha corna sotto della corona di viti.
Se Lei teme corna, faccia della scusa gentile
Non invocarlo dal nome Zagreus!
Un Fauno [Passando fra gli alberi].
Ye mi pensò un agnello
Con una corona di spine;
Io sono reale, un ariete
Con morte nei miei corna.
Così mite e molle
E femminile,
Ye mi tenne in alto
Ed aggrottò le ciglia su peccato!
Ma io ero sveglio
Nel Suo fermaglio come io posai;
Io scovai il serpente
Dal suo nido di creta;
E prima ye seppero
Io mi ero affondato la fronte
Attraverso ed attraverso;
Aspro ed orrido
Attraverso tutto il piacere
Di rosa e vite
Io ficco il mio tesoro,
Il cono del pino.
La domestica di Irru
Era facilmente sated,
Per lei aveva paura
Quando Irru accoppiò!
CRASSUS.
Ha! Ha! Ha! Ha! Ha! Ha!
ALICIA.
Lei non riderebbe
Era Lei la domestica!
CRASSUS.
Come potrei stare?
ALICIA.
Vitello Gran!
Ma Lei è tutto lo stesso, bestemmia e deride
Ad alcun mistero oltre la Sua sfera
Di birra, e protesta, e birra, e protesta, e birra.
Ora Lei ha spaventato il dio timido!
CRASSUS.
Perché tenga conto di?
Tra Suo - le braccio - è tutto il dio del quale io ho bisogno.
ALICIA.
Pudibondo e comune all'ultimo. Ora faccia tacere davvero!
Il ruscello bacia il lago. Noi vicino il sacrario.
Non mescoli ramoscello addentato. Faccia il Suo piede - anche il Suo -
Caduta come un daino.
CRASSUS.
Il Suo alito è come vino nuovo.
ALICIA.
Ora faccia tacere! nessuna focena saltella!
CRASSUS.
Come oscuro
Il barlume del lago. Quella è l'isola?
ALICIA.
Sì! in quell'ombra un sorriso apposta.
Veda; da quello nube frastagliò gli inizi di Diana
Come un cervo dal boschetto; i suoi dardi di splendore di argento
Attraverso l'aria crespa al boschetto sull'isola...
La vede? La vede?
CRASSUS.
Mostruoso! Vile!
Questi occhi mi tradiscono.