Capitolo 11
CRASSUS.
Perché? Abbia io non?
ALICIA.
Lei non ha.
CRASSUS.
Solo la mia mano.
ALICIA.
Disubbidisce il comando di Sua padrona?
Il tempo è vicino quando Lei vedrà
Il buco della serratura della mia commedia!
CRASSUS.
Ha! Ha! Ha!
ALICIA.
Faccia tacere, Lei schiavo comune; noi sorprenderemo
Sua buona moglie nel suo esercizio mistico.
Rapido, attraverso il rovo!
[Loro scoppiano attraverso su ADELA.]
CRASSUS.
Ora, Lei la bestia, io L'ho!
Il curst di Dio, e piaga di Napoli, L'imputridisca!
Per questa bestia bianca - una fenditura!
[Lui taglia la gola di Il Cigno con
il suo pugnale.]
ADELA.
Oh amore tradì!
O la mia bellezza morta! Faugh! domestica ingannevole.
Non Crassus mi trovò fuori. Aveva io le ali
Del mio amore morto - oh l'amore! -
ALICIA.
Perché, cose meravigliose!
ADELA.
Queste unghie serviranno. Un servitore!
CRASSUS.
Lei sarà
Mia moglie, strega maledetta quando io ho fatto con thee!
[Il Cigno muore.]
ADELA.
Io ora l'ucciderò. Ma vede! il mio cigno è morto.
ALICIA.
Sì! e che luce sta rompendo in alto?
Cosa ardono di blu ed oro c'avvolge?
CRASSUS.
O si meraviglia! O miracoloso!
ADELA.
Cosa è? Perché, la vita del mio innamorato, in me
Una volta concentrato, ora diffuso, illumes
Le portate senza fine dell'eternità
Con splendore infinito, con profumi intensi.
ALICIA.
O poi il Suo innamorato era il travestimento di alcuno dio.
ADELA.
E Lei mi ha rubato. Ora stia in guardia i Suoi occhi!
[Lei salta ad ALICIA che si protegge
facilmente. Ma nella lotta il suo accappatoio lacera.]
ALICIA.
Faccia attenzione!
ADELA.
Un ragazzo!
CRASSUS.
Un ragazzo! Cosa sono poi?
ALICIA.
Quella è la chiave-parola della commedia.
Lei pensò che Lei aveva due vizi al Suo bisogno;
Ma lei aveva Jove e Lei aveva Ganymede.
[Loro sono colpiti muti ed ancora con
stupore. ALICIA applaude suo dà quattro volte.]
Scopi attraverso l'aria, la brillante vampa di aquila-ali!