A. D. (Augustine David) Crake
Capitolo 6
pietra. La grande sala è abbattuta e fiancheggiò con quercia, mentre il
cappella--la Convento Chiesa le persone lo chiamano--eccelle per descrivere e
indorando, così come per la bellezza della sua tappezzeria, alcuna chiesa in questo
parte di Mercia. La nostra stoffa di altare più ricca è fatta dell'imporpori accappatoio
quale Re Edgar portò alla sua consacrazione, e quale lui spedì il
thane Alfredo di Aescendune per la Convento Chiesa come un gettone del
rispetto e favour lui lo sopportò. Ed anche lui diede un velo di oro
ricamo che il representeth la distruzione di Troy. Ha appeso su
grandi giorni sulla predella alla tavola alta della sala.
Il convento è dotato bene di terre dalla liberalità di suo
prima affondi, come appare negli atti preservati nel nostro grande atto probatorio
torace. Noi abbiamo dieci nascondigli di terreno boscoso, dove nessuno può tagliare salvataggio di legno
per il nostro uso di inverno; cinque nascondigli di terra arabile, e lo stesso
estensione di pascolo per bestiame bovino. Ora per la cura della cultura
thereof noi facciamo legare cento servi della gleba alla gleba che, noi abbiamo fiducia,
non ci trovi signori scortesi.
C'è venti fratelli secondo che ha fatto i finale voti
la regola di Benedetto di Via, e dieci novizi, inoltre sei fratelli di disposizione,
ed altro i nostri servitori principali. Noi teniamo le ore monastiche, mentre sorgendo debitamente
allo spuntar del giorno per cantare le nostre lodi, e giacendo in giù dopo compline, col
pace e benedicendo di Lui chi maketh noi pausa da solo in sicurezza.
Il nostro lavoro quotidiano non è leggero. Noi predichiamo su domeniche e feste nel
chiesa di convento. Noi visitiamo l'ammalati. Noi istruiamo la gioventù nel
elementi di dottrina cristiana. Noi soprintendiamo il lavora di quelli
chi coltivano il suolo. Noi copiamo le scritture sacre. In corto, noi abbiamo un
grande quantità per fare, ed io temo lo faccia molto imperfettamente qualche volta.
Io aggiungerò solamente alcune parole circa me. Io sono il terzo figlio di
Alfredo {i}, thane di Aescendune, e sua moglie la Signora Alftrude di