F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 25
uomini.
Il Duca della Spina sorrise piuttosto debolmente come lui prese i disteso
dia, e si sedette lentamente sul sofà accanto a Matilde.
"Io temei che è probabile che sia in ritardo, lui cominciò, ed i suoi occhi blu ed acquosi
cercato ansiosamente la sua faccia. "Ma mio figlio insistè che io dovessi venire questo
sera, quando lui fondò che io non ero stato capace vederLa questo
pomeriggio."
"Come sta?" chiese alla contessa, mentre presumendo improvvisamente un'espressione di
grande preoccupazione.
"Eh! Come lui è! Lui è--così", rispose al Duca, con un gesto che
incertezza voluta dire. "Signora Contessa", lui aggiunse, "lui non è bene affatto.
È naturale col giovane. È passione. Cosa altro posso dirgli?
Lui è impaziente. I suoi nervi lo scuotono, e lui non mangia. Mattina e
sera alla quale lui chiede, 'Padre, quello che sarà?' Quindi, io devo contentarlo,
venga a disturbarLa."
"Non nel minimo, caro Duca!"
La porta aprì di nuovo, e Gregorio Macomer entrò nella stanza, mentre avendo
stato informato della presenza di un visitatore. Il Duca guardò su, ed il suo
testa scosse involontariamente, come lui subito cominciò il processo lento di
ottenendo sulle sue gambe. Ma Macomer già stava pigiandolo nel suo
faccia sedere di nuovo, mentre tenendo la vecchia mano in ambo del suo con un aspetto di
molta cordialità.
"Spero che Gianluca sia nessuno peggiore?" lui disse, con un'interrogazione che
interesse amichevole ed espresso.
"Meglio lui non è, rispose al Duca, malinconicamente. "Cosa La possono? È
passione. Ecco perché io sono venuto a questa ora, ed io ho fatto mio
scuse al Signora Contessa per disturbarla."
"Scuse?" Gregorio pianto, prontamente. "Noi siamo deliziati vederLa, caro
amico!"
Ma come lui parlò lui girò un'occhiata di indagine su sua moglie, e lei
risposto da un segnale appena percettibile di negazione.
Loro erano stati colti di sorpresa, per loro non si erano aspettati il Duca
visita. Non tenendoli conto di, il suo cuore pieno di suo figlio, il vecchio uomo
continuato a parlare, in frasi corte, quasi tremule.