F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 78
la pesca-fiore più debole; era nell'ovale fisso della sua faccia, in
il bene-modelled orecchio, la gola diritta ed il collo che curva; esso
era nel suo atteggiamento aggraziato; era dappertutto. 'Senza dubbio', il
è probabile che fantasmi avrebbero detto, 'ci sono le più belle donne in Inghilterra
che questo uno, ma ci non è certamente nessuno più come un purosangue ed un
Vincitore di derby!'
'Prende zucchero, non La faccia?' chiese al Sig. Van Torp, mentre avendo il coperchio
via la vecchia tabacco-lattina con della difficoltà, per lui aveva sviluppato un
inclinazione di arrugginire da quando aveva ultimo si stato mosso.
'Un grumo, per favore', detto il purosangue, guardando al fuoco.
'Io pensai che io ricordai', osservò il milionario. 'Il tè è buono,'
lui aggiunse, 'e Lei dovrà scusare la tazza. E non c'è crema.'
'Io scuserò qualsiasi cosa', detto la signora, 'io sono così contento per essere qui!'
'Bene, io sono contento per vederLa anche', Sig. Van Torp detto, dandola il
tazza. 'Incrinatori? Io vedrò se c'è alcuno nell'armadio a muro. Io dimenticai.'
Lui andò di nuovo all'angolo e trovò una piccola lattina di biscotti che
lui aprì ed esaminò sotto gaslight.
'Ammuffito', lui osservò. 'Curculioni in loro, anche. Spiacente. Si importa
molto?'
'Nulla si importa', rispose alla signora, dolce e basso. 'Ma perché La fa
li mise via se loro sono cattivi? Sarebbe migliore scottarli ed essere
fatto con lui.'
Lui stava riprendendo la scatola all'armadio a muro.
'Io suppongo che Lei ha ragione', lui disse di malavoglia. 'Ma sembra sempre
cattivo scottare pane, non lo fa?'
'Non quando è weevilly', rispose il purosangue, dopo avere centellinato il
tè caldo.
Lui vuotò i contenuti della lattina sul fuoco di carbone, e la stanza
al momento cominciò ad odorare di toast ammuffito.
'Inoltre', lui disse, 'è crudele per scottare curculioni, io suppongo. Se io
pensiero di quello, io li avrei lasciati in pace. Ora è in ritardo. Loro sono
fatto per, bestie povere! Io sono spiacente. Non mi piace uccidere cose.'
Lui fissò pensierosamente i resti già lavorati a giornata del