F. Marion (Francis Marion) Crawford
Capitolo 56
primadonna o un tenore fa una fortuna, il ribasso della loro gloria è
lontano più improvviso e triste di quello di attori generalmente è. Signora Macbeth
è come grande una parte come Juliet per un'attrice di genio, ma c'è
nessuno 'vecchie parti per cantanti; la sfida soprana non trasforma in un contralto
con l'avanzando anni, né fa il Parsifal inaccessibile di
otto-e-venti svolta in un Amfortas incomparabile a cinquanta. Per il
attore, spesso accade che il primo segnale maggiorenne è la fatica; nel
il giorno di cantante, la prima ombra è un'eclisse, la prima nota falsa è
disastro, il primo guasto è un fallimento che cuore-lacera spesso che
porta le vere ferite lacere agli occhi di più giovani camerata. La voce squisita
non cresca debole e patetico ed etereo da gradi, così che noi
ancora ami sentirlo, anche alla fine; lontano più spesso è improvvisamente
piatto o acuto da un trimestre di un tono in tutto atti interi, o esso
interruzioni su una nota in un grido discorde che è la fine. In giù va
la tenda poi, nel medio della grande opera, ed in giù va il
grande cantante per mai in ferite lacere e silenzio. Alcuni di noi hanno visto
accade quello, molti hanno ne sentito; poco possono pensare davvero senza
comprensione della sofferenza così mortale e l'angoscia.
Margaret si rese conto di tutti questo, senza alcuna illusione ma c'era
un altro lato alla domanda. C'era successo, glorioso e
di vasta portata, ed oltre i suoi più brillanti sogni; c'era la certezza
che lei era fra il molto prima, per l'anello assordante di
applauso universale era nei suoi orecchi; e, c'era soprattutto, gioventù.
Qualche volta sembrò a lei che lei aveva pressocché troppo, e che alcuni
a cosa terribile deve accadere a lei; ancora se c'erano momenti quando lei
pentito debolmente il più calmo, vita più dolce che è probabile che lei avrebbe condotto, lei
seppe che lei avrebbe rinunciato quella vita, più e più volte, per
la gioia splendida di tenere migliaia affascinò mentre lei cantò. Lei
aveva il temperamento del vero artista lirico, per quel silenzio senza fiato