Capitolo 62
c'era stata macellazione orrenda.
Ma nell'inizio di mattina dei 23 un guscio austriaco uccise un Sergente
e due uomini in una delle nostre Batterie. Il Sergente fu lacerato in molto
pezzi uno di che terriero sulla cima della Confusione degli Ufficiali ed un altro
in una buca di pistola 150 recinti via. Una delle sue gambe non poteva essere trovata, così loro
aveva seppellire quello che loro potevano, un set incompleto di frammenti lacerati. Ma
tre o quattro giorni più tardi l'odorato del lembo perduto venne andando alla deriva in giù un
ravina sopra delle loro pistole, e seguendo il profumo, loro lo trovarono, nero
con mosche fra le pietre.
Nella mia vecchia Batteria, anche quattrocento cartucce salirono con un diretto
colpisca, e gli austriaci aprirono poi il fumo con effetto sgradevole. Un
dodici-pollice il guscio anche lo scoppio molto vicino alla Confusione della Batteria, uccidendo
un numero di telefonisti italiani la prossimo porta.
In tutto questi giorni, periodi di fuoco molto pesante avvicendarono con
periodi di quiete comparata.
* * * * *
I 25 una festa di quasi trenta ufficiali britannici ed uomini, un
corteo di due macchine, tre lato-macchine e dodici biciclette di motore, andò
su Collina di Podgora. Il Secondo Esercito italiano, a chi noi eravamo estraneo,
ci guardò con interesse come noi andammo passati in una nube di polvere. Sulla cima
di Collina di Podgora una serie di O.P era.'s, conosciuto collettivamente come Maria
O.P., scavato fuori della pietra, si avvicinata attraverso passaggi di pietra ed in
fronte una piattaforma rocciosa e larga che comanda un panorama splendido. Ai nostri piedi
era una discesa erta, vestito con acacie, al Podgora più basso
con le sue fabbriche sbudellate, poi il ruscello largo dell'Isonzo, e
Gorizia sull'ulteriore lato. Alla sinistra noi potremmo vedere l'Isonzo lasciare senza fiato
in giù fuori delle montagne, tra Monte Sabotino e Monte Santo il
occultamento secondo dalla nostra vista l'Altopiano di Bainsizza. Nel centre di nostro
rosa di vista la grande massa di Gabriele di San; Perlustrazioni italiane erano fuori su