Capitolo 59
le pistole, le stelle sembrate macchiate fuori in un improvvisamente l'oscurità nera. Un
bombardamento lungo è una delle cose più noiose nel mondo da ragione
della sua monotonia intensa, e perché in un modo mezzo-inconscio e strano esso
comincia, dopo molte ore, molto leggermente sfilacciare i nervi. Ascoltando
e guardando di piccole ore, e dirigendo a volte, io
si trovi capace, con quasi disonorevole elastico-mindedness, chiamare
su alla volontà alcuni degli aspetti di moderno war,--suo assoluto ed inerente
cattiveria, la sua maestà artistica e scientifica suo occasionale morale
la giustificazione contro l'oppressore, la sua ultima alienazione mentale bianca. Ma io
non sarebbe piaciuto essere un austriaco ieri o questa mattina. Il
Fanteria italiana attaccata sul nostro settore a 5.30 di mattina c'era un
crescendo tremendo di fuoco a questo punto. Il Maggiore mi alleviò in
il Comando Posto alle 5, e mi esortò ad andare a letto, ma io non facevo
si senta piano inclinato per dormire. Invece io superai su approssimativamente 6 Pec
villaggio ad un O.P. su un pendio oltre, vedere quello che potrebbe essere visto. Ma
tutta la Fronte fu nascosta in una nebbia spessa, fatto più spesso dal fumo,
colpo attraverso con bagliori momentanei ed innumerabili. Ogni tondo noi migliaia
di pistole stava andando via, riempendo l'aria con un assordando e continuo
ruggito. Un telefonista era con me chi era stato attraverso molto il
Somme lottando, ed aveva trovato la Fronte italiana, in durate di sosta, un
poco senza incidenti. Ma questa mattina lui era pieno dell'apprezzamento. "Questo
qualche cosa è come lui, non è, Signore?" lui disse. Essendo capace vedere
nulla, io risalii a letto per delle ore ed esausto il pomeriggio ad un
Batteria O.P., quale era stato sistemato specialmente per questo offensivo, in
una trincea di riserva italiana solo via la strada di Pec-Merna.
* * * * *
Il bombardamento continuò attraverso il 19 e 20 e 21 agosto,
ora con fuoco di pistole indipendentemente, ora con salve o tondi di Batteria